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  • Santina Ginga

La musicoterapia e il Covid-19

In conseguenza allo stato di crisi creato dalla pandemia di Covid-19 l’intero sistema relazionale è cambiato anche nel mondo terapeutico adattandosi ad un erogazione virtuale.

La cura come l’educazione scolastica sviluppa il proprio servizio adeguandosi a nuovi canoni comunicativi.


La musica facilita il benessere fisico ed emotivo, ma quali sono gli scenari che favoriscono lo sviluppo della musicoterapia on-line. Ovviamente dobbiamo distinguere l’utenza ed avere ben chiari quali sono gli ausili tecnologici che possiamo utilizzare.

Molte delle scuole di settore presenti sul territorio, sono passate, dalla lezione o il laboratori esperienziali in presenza, all’utilizzo dei canali social (facebook, instagram) per divulgare le proprie lezioni.



I musico terapeuti attivano momenti creativi, supportati da un clima positivo verso l’ascolto e l’empatia. La musicoterapia oltre a trovare spazio nell’ambito clinico, educativo ed aziendale è utilizzata anche come risorsa aggiuntiva al benessere personale.

Dunque quale canale divulgativo scegliere per realizzare la propria attività ?

Partiamo da un esempio: nel settore clinico di comunità la scelta dovrà essere coordinata con la direzione che dovrà fornire un video proiettore collegato ad uno schermo o uno smart-tv ed anche il supporto di un operatore OSS (Operatore socio-sanitario).

Possiamo pensare di condividere lavorando da casa attraverso lo schermo, percorsi musicali legati ad un autore o ad un’idea. Intercalando immagini e promovendo spunti di riflessione. In questo modo lavoreremo sul benessere, sollecitando la memoria e stimolando l’aspetto cognitivo.

Qualora la nostra attenzione si rivolgesse ad un pubblico social dovremo creare nostri nuovi registri comunicativi che richiederanno altri studi e adattamenti.

Condivido con voi il mio iniziale sconforto dato dalla situazione, che in questi termini, mi ha colto impreparata.

Ma dopo un primo momento di disorientamento e soprattutto grazie a dei professionisti del settore, che mi stanno supportando, sto imparando e procedendo, piacevolmente, verso nuove esperienze di comunicazione.


Il mio pensiero tradotto in articolo, vuole diventare un incoraggiamento verso chi come me non è molto avvezzo a questi canali.

Ricordate che possiamo adattare le nostre conoscenze e renderle fruibili a tutti, forti del fatto che le nostre capacità di ascolto empatico e di relazione, rimarranno invariati qualunque sia il mezzo comunicativo prescelto.



Un ringraziamento speciale a Stefania Montanino e Marco Mastrorilli.

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